Intervista a La Setta dei Poeti Estinti

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Continuano le interviste di TEDxRieti con La Setta dei Poeti Estinti.
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Emilio Fabio Torsello, giornalista professionista e autore. Mara Sabia, docente, poetessa e attrice. Insieme danno vita al progetto letterario “La setta dei poeti estinti” e l’11 settembre saliranno come “coppia” sul palco del Teatro Vespasiano.

 

 

Cosa rappresenta per voi essere speaker del TEDxRieti? 

 

Emilio: Il TEDxRieti è per noi un’occasione unica per raccontare il nesso tra letteratura e società. Spesso si è portati a credere che siano due ambiti ben diversi, ma non è così. La letteratura interpreta il reale, ne studia i gangli principali e ne rende una visione onnicomprensiva di contraddizioni e aspetti positivi.

 

Mara: La possibilità di approfondire un tema, declinandolo in diverse materie è l’occasione per considerare un determinato concetto o argomento da più prospettive. Siamo felici di poter portare il punto di vista letterario – e per certi aspetti “nuovo” – in una manifestazione come questa.

 

Conoscevate già gli eventi TEDx? Ricordate un talk che vi ha particolarmente colpito? 

 

Emilio: Certo che sì. Mi colpì molto il talk “Facebook’s role in Brexit — and the threat to democracy” della giornalista Carole Cadwalladr sul ruolo svolto dai social network durante il voto a favore della Brexit.

 

Mara: Tra i Ted che più mi hanno colpita – sono davvero tanti – ne scelgo uno: il talk “The power of vulnerability” della ricercatrice Brené Brown sul potere della vulnerabilità. È un argomento centrale nella nostra società e spesso sottovalutato.

 

Cosa pensate del nostro tema “Respira.”?

 

Emilio: Il respiro ha molte accezioni. Ma di certo in questi ultimi due anni, quello di ciascuno è stato un respiro trattenuto – se non proprio interrotto, in attesa di una rinascita. La pandemia ci ha costretto in luoghi e ambienti spesso asfittici, dove respirare era quasi ingombrare lo spazio dell’altro. Oggi, anche e soprattutto grazie ai vaccini, forse potremo tornare a respirare liberamente.

 

Mara: Il respiro è il nostro primo e ultimo gesto. È tutto ciò che ci connota come esseri viventi. Come accennava Emilio, in quest’ultimo periodo il nostro respirare è stato alterato sia dai luoghi sia dalla malattia del Covid che andava a colpire proprio l’organo della respirazione. Raccontare il respiro significa quindi concentrare l’attenzione su un movimento spesso inconsapevole ma fondamentale. E valorizzarlo.

 

Con il vostro talk, cosa sperate di trasmettere nel pubblico?

 

Mara: Sicuramente far capire le tante valenze della respirazione, intesa come metafora di stati d’animo e situazioni. Speriamo davvero che dopo il nostro talk, il pubblico guardi con occhio diverso a questo gesto.


Emilio: Mi auguro che dopo il talk ci sia maggiore consapevolezza su chi siamo e su quanto il nostro corpo sia illimitato: il respirare è un gesto caleidoscopico. Speriamo quindi che il pubblico possa portare con sé questa consapevolezza forte e importante

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